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Mario era il mio nonno e forse aveva settantaquattro anni.

Non so quanto era alto, aveva un peso normale, i capelli grigi, gli occhi forse marroni, forse aveva il naso a patata e il resto non lo so!

Si vestiva in modo molto adeguato.

Era molto bravo, gentile, buono e felice.

Non so cosa gli piaceva o non gli piaceva.

Non so tante cose su di lui perchè è morto forse già da due anni. Però mi ricordo che cosa facevo con lui.Quando dormiva, gli mettevo sparpagliati nel corpo tanti fazzoletti, ma lui non si arrabbiava. Tante volte giocavo contro di lui a carte, un giorno ho vinto a briscola, centoventi a zero per me, tutte le volte che vincevo, lui era felice e tutte le volte che vinceva lui, io ero felice,praticamente eravamo felici tutti e due. Da piccolo mio nonno mi portava le barrette Kinder, i Duplo e altre cioccolate, io ero felice e la mia mamma, però diceva che non ne dovevo mangiare troppe, ma mio nonno ogni mattina me ne portava altre.

Secondo me, il mio nonno era il migliore del mondo!

Ho intervistato il mio nonno Augusto di 81.

La casa del mio nonno era composta da una cucina molto grande dove c’era un grande camino e i fornelli a carbone per cucinare.

Le camere erano molto fredde e per scaldare il letto si usava il prete che era un attrezzo di legno che servia a tenere le coperte sollevate dal materasso dove al centro veniva messo un contenitore di ferro riempito con la brace. In casa non c’era il bagno e si doveva andare fuori a fare i bisogni.

Nella sua casa non c’era la luce elettrica e doveva usare la lampada a petrolio. L’acqua doveva andarla a prendere alla fontana, mentre i panni li lavava al pozzo.

Il mio nonno era molto povero e aveva poche cose da mangiare, si nutriva di polenta, uova e verdure del suo orto.

Si vestiva con i pantaloni di fustagno, la maglia e le calze di lana gliele faceva ai ferri la sua mamma.

Le scarpe le usava solo per andare a scuola. Al mio nonno non piaceva molto andare a scuola, perchp la sua maestra era severa e lo metteva in castigo dietro alla lavagna  in ginocchio sopra i chicchi di grano. Andava a scuola a piedi e aveva la cartella di pezza e l’astuccio di legno. I

Il mio nonno da piccolo non aveva giocattoli, erò giocava a nascondino, a chiapparello e a fare la lotta coi suoi fratelli.