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Intervento di Francesca Galli del Consorzio Forestale del Monte Amiata.

Il Monte Amiata come sappiamo, 700.000 anni fa era un vulcano attivo, ma ora è quasi spento. Il fatto che non sia ancora spento è dimostrato dalla presenza :

  1. di soffioni boraciferi sparsi ancora sul monte;
  2. delle acque termali calde  tipo Bagno Vignoni e Saturnia;
  3. da leggeri movimenti sismici che si presentano saltuariamente.

Per questa sua orgine, troviamo la roccia trachitica o peperina, che poi si trasforma in terreno trachitico. In questo terreno crescono bene i castagni fino ai mille metri circa e i faggi fino alla vetta.

L’uomo da tempo immemorabile ha praticato la selvicoltura, cioè la coltivazione del bosco per ricarvarne:

  • prodotti primari, il legname;
  • prodotti secondari: i frutti, compresi quelli del sottobosco e il benessere, che fa arrivare persone alla ricerca di pace e serenità e tursiti.

Il Consorzio permette un controllo degli alberi che  devono essere tagliati: vengono eliminati solo quelli malati, che naturalmente morirebbero oppure quelli in eccesso. Quindi il taglio del bosco non deve essere visto come una cosa negativa,  ma come un  processo naturale di convivenza fra gli uomini e la natura.

LA NASCITA DELLE PIANTE
Può avvenire in due modi:

  • da un solo seme nasce un solo fusto e il bosco che ne deriva si chiama fustaia. Il legname che si ricava può servire per tavolame e mobili d’arredamento.
  • dalla ceppaia e si chiama ceduo: dalla painta tagliata possono nascere tante altre piante con  fusto più piccolo: la legna ricavata serve per legname da ardere e per pali di legno o paleria.

Non tutti gli alberi si possono tagliare allo stesso modo:

  1. il faggio con il taglio a scelta, cioè si tagliano solo le piante malridotte;
  2. il castagno con il taglio raso, cioè  tutte le piante vengono tagliate alla base  eccetto le matricine, vale a dire le piantine che stavano intorno al fusto  e dalle quali ricrescerenno nuovi alberi.

RICONOSCIMENTI PER IL CONSORZIO

Il Consorzio Forestale dell’Amiata ha ricevuto un riconoscimento per la buona gestione dei boschi: GFS, acronimo di Gestione Forstale. Ha ottenuto anche la certificazione PEFC che garantisce l’origine del materiale legnoso.

I NOSTRI BOSCHI SONO SANI?

Il monte Amiata è un bene comune e va mantenuto da tutti noi come un prezioso patrimonio. I nostri boschi sono ecosistemi dove a volte l’equilibrio è minacciato da fattori esterni come funghi, insetti dannosi ecc….o anche tempeste, terremoti ecc… Anche l’inquinamento può danneggiare il nostro  ambiente. In passato si è avuto grande paura per  le nostre falde acquifere perché si temeva che fossero state inquinate dalle acque di scarico delle miniere di mercurio. Oggi si guarda con timore allo sfruttamento della geotermia, che si sta facendo avanti da alcuni anni per le conseguenze  che potrebbe avere proprio sui nostri boschi.

Attualemente non sono stati segnalati al Consorzio danni alle piante causate dal mercurio o dalla geotermia.

A Casteldelpiano, tutti sanno bene cos’è il Piazzone: un piccolo parco proprio in mezzo al paese e davani alla Scuola Primaria, dove i bambini corrono e giocano felici appena possono. Ma non tutti sanno come sia nato! Allora state a sentire dalla viva voce del suo autore, questa storia, creata nell’occasione della Festa degli Alberi del 9 aprile 2010 di Arcidosso.

Cl. 3° Scuola Primaria di Casteldelpiano, per la serie “Storie di alberi del monte Amiata”