La mia nonna mi ha raccontato che con i suoi amici giocava a : nascondino,mosca cieca, campana e altri ancora.
I suoi giochi erano le bambole e i bambolotti perché gli faceva i vestitini; saltava la corda e giocava con i tegamini.
La sua vita da bambina era solitaria (sola) ma si divertiva anche se doveva giocare senza amici.
La scuola era spaziosa e le maestre erano suore molto buone, aveva molti compiti da  fare.
La mia nonna ha vissuto anche il periodo della guerra ed è stato molto doloroso.
Quando è diventata adulta ha iniziato a lavorare e faceva la segretaria in uno studio di Architetti.
Lei mangiava molto diverso da noi, ovviamente non avevano le merendine, si vestivano non molto diverso da oggi: per andare a scuola indossava il grembiule, anche se lei lo ha dovuto indossare fino al liceo.
La mia nonna ha sempre vissuto a Roma; gli appartamenti erano molto grandi, ma una famiglia da sola non se lo poteva permettere e così, dentro a queste grandi case, ci vivevano tante famiglie insieme. Ognuna aveva una stanza, mentre la cucina ed il bagno erano in comune con tutte le altre persone. L’elettricità c’era, il riscaldamento non c’era e si scaldavano con le stufe, l’acqua corrente c’era.
Cucinavano sui fornelli o sulla stufa.
Lei  aiutava sempre i suoi genitori, diceva sempre  “sì” e con i nonni si comportava bene, altrimenti se non rispettava le regole veniva punita.

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