Ho intervistato mia nonna che ha settantaquattro anni.

Mi ha raccontato che da bambina era la più piccola di sei fratelli ed erano molto poveri, vivevano in una casa con due stanze, una cucina ed un bagno. A tre anni è andata alla scuola d’ infanzia dove mangiava e giocava con gli altri bambini. Dopo alle scuole elementari.  Ha frequentato solo fino alla terza, anche se era molto brava, i genitori non l’ hanno più mandata perchè non avevano i soldi per comprare i libri. L’ultima cosa che si ricorda è che i suoi maestri erano molto severi, gli davano bacchettate sulle mani e una volta l’ hanno fatta inginocchiare sui ceci, per fortuna mia nonna era una bambina tranquilla.  Tornava a casa all’ora di pranzo e mangiava quasi sempre polenta, pane e pomodoro, fagioli.  Per fortuna avevano un terreno con delle piante e mangiava tutti i frutti di stagioni.

Aveva un vestito per tutta la settimana e uno per la domenica. Giocava sempre in strada con le sue amiche a corda, a campanò, a nascondino, ad acchiapparello. La sua vita era più dura della nostra e la sua mamma la mandava con delle conche sulla testa per prendere l’ acqua al fontanile, perchè non avevano l’ acqua in casa, quando è diventata più grande al fontanile lavava anche i panni.

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